In Breve
- Qual è il trend delle esportazioni nel settore legno-arredo nel primo trimestre del 2026?
- Le esportazioni hanno registrato un calo del 5,2% rispetto allo stesso periodo del 2025.
- Quali mercati hanno mostrato segni di crescita?
- Spagna, Svizzera e Paesi Bassi hanno mostrato dinamiche positive.
- Cosa richiede FederlegnoArredo per tutelare il mercato interno?
- Chiede controlli più severi sulle merci in entrata dall'estero.
Il settore legno-arredo italiano ha registrato un significativo calo delle esportazioni nei primi tre mesi del 2026. Le vendite verso gli Stati Uniti, uno dei principali mercati di riferimento, sono diminuite del 15,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. Anche i mercati europei, come Francia e Germania, hanno mostrato segni di contrazione, con cali rispettivamente del 3,4% e del 6,9%.
Questa flessione è stata aggravata dalla crisi in Medio Oriente, in particolare dal conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran, che ha congelato i consumi e rallentato la realizzazione di progetti di grande portata. L’export verso i Paesi Opec ha subito un crollo del 66% nel solo mese di marzo e del 23,4% nel periodo gennaio-marzo. Le vendite verso gli Emirati Arabi Uniti sono scese del 78,4%, mentre quelle verso l’Arabia Saudita hanno registrato un calo del 57,3%.
Nel complesso, la filiera ha esportato prodotti per un valore di 4,4 miliardi di euro nei primi tre mesi dell’anno, evidenziando una diminuzione del 5,2% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, con un calo mensile a marzo del 3,1%. Il comparto del mobile, che è maggiormente orientato all’export, ha visto una contrazione del 7,5% nel trimestre, con un impatto negativo sulla produzione industriale, che è scesa del 3,5%.
Tuttavia, tra i principali mercati che mostrano dinamiche positive, spiccano la Spagna (+1,3%), la Svizzera (+3,3%) e i Paesi Bassi (+3%). Ad aprile, si sono osservati segnali di graduale ripresa, con una flessione rispetto ad aprile 2025 contenuta al 27%. Claudio Feltrin, presidente di FederlegnoArredo, ha commentato che questo potrebbe indicare un progressivo riavvio degli scambi dopo la fase di blocco iniziale, sebbene il quadro rimanga ancora fragile e incerto.
Le imprese del settore evidenziano la difficoltà nel trovare mercati alternativi, poiché stabilire e consolidare una presenza commerciale richiede anni e risorse. Negli ultimi 10-15 anni, sono stati effettuati investimenti significativi in mercati come Russia, Cina, Stati Uniti e Medio Oriente, tutti attualmente in forte difficoltà.
Parallelamente, cresce la pressione della concorrenza cinese: l’import dalla Cina è aumentato del 19,6% ad aprile rispetto ad aprile 2025, mentre il cumulato del 2026 rimane negativo (-6,6%) a causa dei picchi elevati del 2025.
Per tutelare il mercato interno e quello europeo, la Federazione chiede all’Unione Europea di implementare controlli più severi sulle merci in entrata, per garantire il rispetto delle norme comunitarie da parte dei produttori extra-Ue. Feltrin ha dichiarato: «Non chiediamo dazi, ma severi controlli sulle merci in entrata per assicurare anche da parte dei produttori extra-Ue il rispetto delle norme che l’Europa impone alle nostre aziende».
