Hacker nordcoreani sfruttano cittadini americani per infiltrarsi in aziende statunitensi

Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha avvertito che hacker legati alla Corea del Nord stanno utilizzando cittadini americani per facilitare intrusioni in aziende statunitensi.

Hacker nordcoreani e infiltrazioni informatiche

In Breve

Qual è il ruolo dei facilitatori americani nelle infiltrazioni nordcoreane?
I facilitatori americani aiutano gli hacker nordcoreani a eludere le misure di sicurezza, utilizzando identità rubate e strumenti come le 'laptop farm'.
Quante aziende statunitensi sono state infiltrate?
Almeno 70 aziende americane sono state infiltrate, con perdite stimate intorno a 3 milioni di dollari.
Quali settori sono stati colpiti dagli attacchi?
I settori colpiti includono sanitario, supporto informatico, retail, comunicazioni e manifatturiero.

Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha lanciato un allerta riguardo a un nuovo e preoccupante fenomeno: hacker legati al regime nordcoreano stanno sempre più facendo affidamento su cittadini statunitensi per facilitare le loro intrusioni informatiche in aziende americane. Recenti operazioni hanno portato all’arresto di almeno due persone e alla perquisizione di decine di presunti “laptop farm” in Texas, dove le autorità hanno sequestrato oltre 180 computer.

Questi computer erano stati inviati da aziende a nuovi assunti, i quali, in realtà, agivano come spie nordcoreane utilizzando identità americane rubate. Le perquisizioni hanno coinvolto oltre 40 residenze utilizzate per facilitare attacchi informatici, riconducibili a due facilitatori americani.

Le indagini, supportate da società di cybersecurity, hanno rivelato che queste “laptop farm” sono strumenti cruciali per superare le restrizioni fisiche, economiche e legali che ostacolano la presenza diretta degli hacker sul suolo statunitense. Si stima che almeno 70 aziende americane siano state infiltrate, con perdite illecite che ammontano a circa 3 milioni di dollari. Le vittime appartengono a diversi settori, tra cui sanitario, supporto informatico, retail, comunicazioni e manifatturiero, distribuite in Ohio e in altre 16 giurisdizioni, incluso il Distretto di Columbia.

Il metodo utilizzato dai nordcoreani prevede il reclutamento di facilitatori americani per eludere le misure di sicurezza e le azioni legali. Questi hacker utilizzano email credibili, profili LinkedIn falsificati e una vasta presenza sui social media e su piattaforme professionali. Inoltre, l’FBI ha segnalato la presenza di migliaia di lavoratori IT controllati dallo Stato nordcoreano all’interno di aziende occidentali, definendo questa situazione una minaccia significativa per la sicurezza nazionale e per il furto di proprietà intellettuale.

Il ricorso a lavoratori IT remoti rappresenta solo uno dei canali di finanziamento illeciti attribuiti al regime nordcoreano. Altri metodi includono attacchi a piattaforme di criptovalute e progetti open source. Per il 2025, si prevede una sottrazione di criptovalute valutata almeno in 2 miliardi di dollari. Esperti avvertono che il volume complessivo delle operazioni offensive e dei proventi illeciti potrebbe essere significativamente superiore alle cifre ufficialmente riportate.

Rapporti di settore indicano inoltre che gli attacchi “hands-on-keyboard” attribuiti a gruppi nordcoreani costituiscono una parte consistente delle intrusioni documentate nell’ultimo anno, evidenziando l’urgenza di misure di sicurezza più efficaci e di una maggiore vigilanza nei confronti di queste minacce.