In Breve
- Qual è la percentuale di articoli con tono negativo sul Mezzogiorno?
- Il 21% degli articoli analizzati presenta un tono negativo.
- Cosa evidenzia la ricerca riguardo alla narrazione del Sud?
- La ricerca evidenzia la presenza di stereotipi e pregiudizi nella narrazione del Sud.
- Chi ha promosso la ricerca sull'informazione sul Mezzogiorno?
- La ricerca è stata promossa dal Sindacato unitario giornalisti della Campania e altre istituzioni accademiche.
Il Mezzogiorno in un mare di pregiudizi: la rappresentazione mediatica secondo una ricerca
Una ricerca intitolata L’informazione (s)corretta: giornalismo e narrazione del Sud tra stereotipi e pregiudizi, promossa dal Sindacato unitario giornalisti della Campania, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università Federico II, l’Istituto di Media e Giornalismo dell’Università della Svizzera italiana e l’Osservatorio europeo di giornalismo, ha analizzato 278 articoli pubblicati tra il 1° febbraio e il 31 agosto 2020. I risultati sono allarmanti: il 21% degli articoli presenta un tono negativo nei confronti del Mezzogiorno, mentre il 54% è classificato come neutro e solo il 25% ha un’intonazione positiva.
Lo studio non si limita a evidenziare espressioni apertamente discriminatorie, ma mette in luce narrazioni che tendono ad associare il Sud a concetti come fragilità, arretratezza, inefficienza e dipendenza. Al contrario, il Nord viene descritto con termini che evocano efficienza, produttività, innovazione e capacità di trainare il Paese. Questo divario nella rappresentazione mediatica contribuisce a perpetuare stereotipi dannosi e a creare una percezione distorta della realtà meridionale.
Un altro aspetto rilevante emerso dalla ricerca è il fenomeno della naturalizzazione del divario, che rappresenta le differenze tra Nord e Sud come storiche, geografiche o ataviche. Questa narrazione può trasformare disuguaglianze causate da scelte politiche, istituzionali ed economiche in condizioni percepite come inevitabili. Claudio Silvestri, segretario generale aggiunto della Fnsi, sottolinea come il giornalismo abbia una responsabilità cruciale nella costruzione del senso comune e invita la professione a riflettere anche sul razzismo interno al Paese.
Stefano Bory, professore di Sociologia dei processi culturali e comunicativi del Dipartimento di Scienze Sociali della Federico II, afferma che esiste una persistenza latente di stereotipizzazione e pregiudizio nel subconscio giornalistico. La ricerca mette in luce tracce di tale latenza, aprendo nuove prospettive sul modo in cui viene affrontata la questione meridionale. Questo dibattito professionale è ancora diviso tra negazione e denuncia del pregiudizio, evidenziando la necessità di un cambiamento significativo nella narrazione mediatica del Sud.
In conclusione, la ricerca evidenzia l’urgenza di un ripensamento del modo in cui il Mezzogiorno viene rappresentato nei media. È fondamentale promuovere una narrazione più equilibrata e veritiera, che possa contribuire a superare stereotipi e pregiudizi, favorendo una comprensione più profonda e giusta della realtà meridionale.
