In Breve
- Cosa sta facendo Auditel per ampliare le sue misurazioni?
- Auditel sta estendendo la sua infrastruttura di rilevazione per includere cinema, pubblicità outdoor e radio on demand.
- Qual è il progetto più avanzato di Auditel?
- Il progetto più avanzato riguarda la misurazione della pubblicità nelle sale cinematografiche tramite il codice Cusv.
- Come si sta evolvendo il mercato della pubblicità?
- Il mercato della pubblicità sta diventando sempre più complesso, con nuovi attori come Google e Netflix che influenzano le dinamiche.
Auditel, l’ente di rilevazione dei dati di ascolto in Italia, sta intraprendendo un ambizioso progetto di espansione della propria infrastruttura di misurazione, mirando a includere non solo la televisione tradizionale, ma anche il cinema, la pubblicità outdoor e la radio on demand. Questi sviluppi si pongono l’obiettivo di rendere la pubblicità più riconoscibile e misurabile in un panorama mediatico in continua evoluzione.
Paolo Lugiato, direttore generale di Auditel, ha descritto l’azienda come un hub di sviluppo e ricerca al servizio dell’universo JIC (Joint Industry Committee). Lugiato ha evidenziato l’importanza della collaborazione con partner come Audicom, Audimovie, Audiradio e Audioutdoor, per costruire strumenti condivisi e integrati in un mercato sempre più complesso.
Il progetto più avanzato riguarda il settore cinematografico. Il comitato tecnico di Audimovie sta lavorando sulla rilevazione della pubblicità nelle sale cinematografiche, utilizzando il Cusv, un codice univoco per gli spot video. Anche se non è ancora operativo, questo progetto rappresenta un importante passo verso una pubblicità cinematografica più misurabile.
Per quanto concerne le campagne pubblicitarie outdoor, la collaborazione con Audioutdoor ha già mostrato risultati promettenti nell’applicazione del codice Cusv per i video. Attualmente, il progetto è in fase operativa e mira a ottimizzare la misurazione della pubblicità su schermi esterni.
In ambito radiofonico, il gruppo sta sviluppando soluzioni per riconoscere e misurare gli ascolti in differita o on demand, applicando tecnologie di riconoscimento audio già utilizzate per la televisione. Questo approccio innovativo potrebbe rivoluzionare il modo in cui vengono analizzati i dati di ascolto radiofonico.
Una parte dell’infrastruttura condivisa è già operativa. Audicom, per esempio, si avvale da due anni della tecnologia di Auditel per la rilevazione degli ascolti delle partite di Serie A e per la distribuzione dei dati di ascolto di Dazn. Attualmente, è in corso l’adozione della tecnologia di rilevazione di Auditel sulle piattaforme digitali di Audicom, un’integrazione che alimenterà Audicom Census e includerà dati pubblicitari e di fruizione delle TV connesse.
Lorenzo Sassoli de Bianchi, presidente di Auditel, ha messo in guardia dal rischio di confondere la moltiplicazione delle tracce digitali con l’aumento reale degli spettatori. Ha sottolineato che un dispositivo non equivale a una persona e che un’impression non sempre rappresenta una relazione autentica con il pubblico. Per illustrare questo concetto, ha citato l’esempio di «Anna degli Schermi», una persona che consuma lo stesso contenuto su diversi dispositivi, lasciando tracce diverse ma rimanendo la stessa persona. La ricerca deve quindi ricomporre questi percorsi, evitando duplicazioni e rispettando la privacy degli utenti.
Un’analisi condotta da Sensemakers ha rivelato che, a maggio 2026, la TV connessa raggiungeva mensilmente 35,4 milioni di individui in Italia, corrispondente al 65,3% della popolazione televisiva. Questo dato testimonia la crescente competizione per l’attenzione del pubblico su più schermi.
Infine, Marco Travaglia, presidente di Upa, ha sottolineato l’importanza dell’allargamento della governance di Audicom con l’ingresso di Anitec-Assinform, rappresentante di colossi come Google, Amazon, Netflix e Disney, evidenziando come il mercato della pubblicità stia entrando in una nuova fase di complessità e opportunità.
