In Breve
- Qual è l'importanza dell'aumento della partecipazione di Crédit Agricole in Banco BPM?
- Rappresenta un rafforzamento dell'assetto azionario e rende più difficile operazioni ostili.
- Quali sono le implicazioni politiche di questo sviluppo?
- Gli ostacoli politici precedenti sembrano meno rilevanti, aprendo a nuove possibilità di aggregazione.
- Quali sono le opzioni per Unicredit nel contesto attuale?
- Unicredit sta considerando un ritorno su Banco BPM, un'alternativa su Bper o una strategia di attesa.
L’incremento della partecipazione di Crédit Agricole in Banco BPM è stato accolto con favore a Piazza Meda, dove gli analisti lo interpretano come un rafforzamento dell’assetto azionario. Questo sviluppo rende più difficile l’azione di soggetti interessati a operazioni ostili o tentativi di scalata. L’operazione è vista anche come un segnale di volontà di consolidare ulteriormente la collaborazione tra i due gruppi, non solo sul piano societario ma anche commerciale e di mercato.
Inoltre, questo rafforzamento potrebbe riaprire il dossier relativo a una possibile integrazione o a forme più ampie di aggregazione. Sul fronte politico, gli ostacoli che in passato erano considerati rilevanti appaiono oggi meno pregnanti, specialmente dopo la definizione del percorso su Banca Monte dei Paschi di Siena. Di conseguenza, alcuni vincoli che avevano frenato progetti di aggregazione potrebbero attenuarsi.
Questa situazione si inserisce in un contesto più ampio di consolidamento bancario, dove gli operatori stanno valutando diverse opzioni. Per Unicredit, il mercato ipotizza tre direttrici principali: un possibile ritorno su Banco BPM, un’alternativa su Bper, oppure una strategia di attesa in funzione dell’evoluzione regolamentare e politica.
L’acquisizione di Banco BPM è considerata lo scenario più ambizioso, ma anche il più complesso, a causa delle dimensioni, degli impatti patrimoniali e dei potenziali interventi antitrust. Al contrario, l’operazione su Bper è vista come industrialmente più gestibile. Alessandro Cominelli, responsabile del Fixed Income Desk in Cfe Finance, osserva che, considerando vincoli regolamentari, rischio politico e sostenibilità finanziaria, l’acquisizione di Bper risulta la più fattibile per Unicredit.
Banco BPM, pur essendo realizzabile, presenta rischi superiori, come quelli legati all’antitrust locale, costi di capitale più elevati e resistenze politiche e azionarie. Questi fattori aumentano la complessità dell’operazione, rendendola probabile solo con cospicue contropartite o ristrutturazioni.
Diversi operatori sottolineano che il crescente ruolo di Crédit Agricole nel capitale di Banco BPM non sarebbe soltanto difensivo, ma potrebbe rappresentare una leva negoziale negli scenari di consolidamento, influenzando gli equilibri tra gli attori coinvolti, incluso Unicredit.
Infine, sul mercato rimangono aperti dossier di dimensione minore ma rilevanti per il processo di aggregazione, come quello di BdM Banca, considerato appetibile da diversi gruppi, tra cui Crédit Agricole, Credem, il gruppo BCC Iccrea insieme a Banca Popolare di Puglia e Basilicata, e lo stesso Unicredit.
