In Breve
- Qual è l'andamento delle procedure di dissesto finanziario in Italia nel 2026?
- Le procedure di dissesto finanziario sono aumentate, con un incremento significativo per le piccole imprese.
- Quali settori sono maggiormente colpiti?
- I settori più colpiti includono commercio, costruzioni e attività manifatturiere.
- Quali sono le regioni con il maggior numero di fallimenti?
- La Lombardia, il Lazio, la Campania e la Toscana sono le regioni con il maggior numero di fallimenti.
Il primo semestre del 2026 ha visto un ulteriore aumento delle procedure di dissesto finanziario in Italia, con un trend che preoccupa soprattutto le piccole imprese. Le istanze per concordato semplificato sono aumentate, passando da 63 a 83 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre gli accordi di ristrutturazione hanno raggiunto quota 167.
Le liquidazioni giudiziali si sono attestate a 5.230, in leggera diminuzione rispetto ai 5.286 del 2025, ma il calo dell’1% è considerato poco significativo. Al contrario, le liquidazioni coatte amministrative hanno visto un incremento del 14%, passando da 254 a 290 procedure. Le domande di concordato preventivo, invece, sono diminuite da 511 a 451, mentre le procedure per composizione negoziata sono quasi raddoppiate, passando a 897 nel semestre e superando già le 1.128 istanze a settembre.
La distribuzione territoriale dei fallimenti riflette la densità produttiva del paese. La Lombardia si conferma la regione con il maggior numero di dissesti, registrando 1.036 fallimenti, seguita da Lazio (844), Campania (478) e Toscana (417). La maggior parte delle aziende che finiscono in liquidazione giudiziale sono piccole, con una media di 7 addetti e un valore medio di circa 2 milioni di euro.
I settori più colpiti includono il commercio all’ingrosso e al dettaglio, le costruzioni, le attività manifatturiere, i servizi di alloggio e ristorazione, e il trasporto e magazzinaggio. Le liquidazioni coatte amministrative interessano prevalentemente cooperative e consorzi, con una media di 21 addetti e un valore inferiore a un milione di euro, secondo i bilanci depositati.
Tra i settori più danneggiati dalle misure amministrative si evidenziano le attività per la salute umana e assistenza sociale, con 68 pratiche, e le attività amministrative e di supporto, con 38 pratiche. Questo quadro complessivo mette in luce come diversi fattori, tra cui le tensioni internazionali, l’aumento dei costi energetici, la concorrenza delle piattaforme digitali, l’aumento dei prezzi delle materie prime e la scomparsa di bonus settoriali, abbiano contribuito all’indebolimento di molte piccole imprese, in particolare negozi di quartiere, piccole imprese edili, artigiani e piccole aziende manifatturiere.
