Snam: Crescita dei Ricavi e Investimenti per la Sicurezza Energetica

Snam chiude il primo semestre 2026 con risultati solidi, migliorando la guidance sul debito e aumentando gli investimenti per la sicurezza energetica.

Snam e la sicurezza energetica

In Breve

Quali sono i risultati finanziari di Snam per il primo semestre 2026?
Snam ha registrato un Ebitda di 1,6 miliardi, un utile netto adjusted di 733 milioni e ricavi di 2,02 miliardi.
Qual è la nuova guidance sul debito di Snam?
L'indebitamento netto è stimato a 18,9 miliardi di euro, migliorato di 100 milioni rispetto al target precedente.
Come si sono comportati gli investimenti di Snam?
Gli investimenti totali nel primo semestre sono stati pari a 1,6 miliardi, con un aumento di 491 milioni rispetto al 2025.

Snam ha chiuso il primo semestre del 2026 con risultati finanziari positivi, che hanno portato a un miglioramento della guidance sul debito. L’indebitamento netto è ora stimato a 18,9 miliardi di euro, con un miglioramento di 100 milioni rispetto al target precedente.

Nel dettaglio, l’Ebitda è cresciuto del 9,2%, raggiungendo 1,6 miliardi di euro, mentre l’utile netto adjusted ha visto un incremento del 2,8%, attestandosi a 733 milioni di euro. I ricavi sono aumentati del 9,3%, arrivando a 2,02 miliardi di euro. Gli investimenti totali nel periodo hanno raggiunto 1,6 miliardi di euro, con un incremento di 491 milioni rispetto al primo semestre del 2025.

Agostino Scornajenchi, amministratore delegato di Snam, ha commentato i risultati affermando che la resilienza del modello di business ha permesso di confermare i target economici previsti. La rigorosa disciplina finanziaria ha consentito di migliorare il target di indebitamento netto, rafforzando la flessibilità nella gestione del capitale.

Scornajenchi ha anche sottolineato l’importanza degli investimenti per garantire la sicurezza energetica nazionale e la diversificazione degli approvvigionamenti. L’azienda punta a raggiungere un riempimento degli stoccaggi per il 2026 di almeno il 90% della capacità massima, con un livello attuale di scorte al 75% a fine luglio.

Nel primo semestre, Snam ha immesso nella rete nazionale di trasporto 32,47 miliardi di metri cubi di gas, registrando una lieve diminuzione dello 0,3% rispetto allo stesso periodo del 2025. Tuttavia, la domanda di gas in Italia è aumentata a 33,08 miliardi di metri cubi, con un incremento dello 0,4%, trainata principalmente dal settore termoelettrico, che ha visto un aumento del 4,1%.

I volumi di GNL rigassificati dagli asset di Snam sono stati pari a 5,32 miliardi di metri cubi, con 62 discariche da navi metaniere. Questo aumento è attribuibile principalmente all’impianto Fsru di Ravenna e all’inclusione di Olt nel perimetro di consolidamento da marzo 2026. Le importazioni totali di GNL in Italia nel semestre hanno raggiunto 10,5 miliardi di metri cubi, con un incremento del 5% e 110 discariche presso i cinque terminali nazionali.

La capacità complessiva di stoccaggio gestita da Snam, comprensiva dello stoccaggio strategico, è risultata pari a 18,2 miliardi di metri cubi, la più elevata in Europa. Tuttavia, i volumi movimentati nello stoccaggio sono calati del 18,4% rispetto al 2025, a causa di minori erogazioni e iniezioni. Al 30 giugno, le scorte negli stoccaggi del gruppo ammontavano a 12,22 miliardi di metri cubi, con un livello di riempimento attorno al 67%, superiore di 18 punti percentuali rispetto alla media europea.

Scornajenchi ha concluso avvertendo che è fondamentale che anche altri Paesi accelerino l’accumulo di scorte in vista dell’inverno. Ha sottolineato che, sebbene gli stoccaggi siano una condizione necessaria, non sono sufficienti da soli. È essenziale garantire la continuità delle forniture, la capacità di rigassificazione e la flessibilità della rete.