Previdenza Complementare: Opportunità e Sfide nel Settimo Rapporto Assogestioni-Censis

Il Settimo Rapporto Assogestioni-Censis analizza il rapporto degli italiani con la previdenza complementare, evidenziando opportunità e sfide.

Rapporto Assogestioni-Censis sulla Previdenza Complementare

In Breve

Qual è il focus del Settimo Rapporto Assogestioni-Censis?
Il rapporto analizza il rapporto degli italiani con la previdenza complementare in vista delle novità normative.
Qual è la percentuale di lavoratori che conosce la previdenza complementare?
Solo il 28,9% dei lavoratori dichiara di conoscere bene la previdenza complementare.
Qual è l'età pensionabile desiderata dai lavoratori?
Il 64,8% dei lavoratori desidera andare in pensione entro i 60 anni.

Il Settimo Rapporto Assogestioni-Censis, presentato a Roma, ha messo in luce le dinamiche attuali del rapporto degli italiani con la previdenza complementare. Questa edizione dell’indagine, realizzata dall’associazione italiana del risparmio gestito in collaborazione con il Censis, si concentra sulle percezioni e le aspettative dei lavoratori italiani in vista delle novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026.

La ricerca, condotta su un campione di lavoratori tra i 18 e i 50 anni, rivela che, nonostante la consapevolezza dell’importanza della previdenza integrativa, molti italiani rimangono scettici e poco informati. Infatti, il 76,1% dei lavoratori che conoscono la previdenza complementare la considerano una possibile soluzione per mantenere o migliorare il proprio tenore di vita da pensionati. Tuttavia, meno del 40% ha effettivamente aderito a queste forme di previdenza.

Solo il 28,9% dei lavoratori afferma di avere una buona conoscenza della previdenza complementare, mentre il 57,6% la conosce solo a grandi linee. Inoltre, il 55,8% degli intervistati ha dichiarato di ricevere informazioni poco chiare, e il 18,3% ha avuto esperienze con informazioni false riguardanti il tema.

Molti lavoratori tendono a procrastinare la pianificazione della propria pensione, con il 45% che afferma di avere altre priorità. Il 51,3% è convinto che le regole cambino troppo frequentemente per pianificare con efficacia. Le aspettative riguardo alla pensione pubblica sono basse: in media, i lavoratori si aspettano una pensione pari al 48,4% della loro retribuzione. Il 76,6% ritiene che l’aumento dell’età pensionabile non garantirà pensioni adeguate, e l’80,3% è convinto che i giovani non avranno una pensione dignitosa.

Riguardo all’età pensionabile, il 64,8% dei lavoratori desidera andare in pensione entro i 60 anni, ma l’età media attesa di pensionamento è di 69 anni. Questo scarto di 9 anni tra le aspettative e la realtà evidenzia una disconnessione tra desideri e possibilità concrete.

Un elemento chiave per migliorare l’adesione alla previdenza complementare è la consulenza. Il 55% dei lavoratori che conoscono la previdenza afferma che, se supportati da un consulente fidato, sarebbero più propensi a iscriversi. Inoltre, il 55,9% apprezzerebbe l’affiancamento di esperti per comprendere meglio i vantaggi e i rischi delle diverse forme di previdenza.

Maria Luisa Gota, Presidente di Assogestioni, ha sottolineato l’importanza di questa riforma, definendola un’opportunità per avvicinare più lavoratori al secondo pilastro della previdenza. Ha evidenziato che una comunicazione efficace è essenziale per rafforzare l’alfabetizzazione previdenziale e aiutare le persone a pianificare il proprio futuro. Fabio Galli, Direttore Generale di Assogestioni, ha aggiunto che la previdenza complementare non è solo una risposta ai bisogni individuali, ma anche un elemento di stabilità per l’intero sistema finanziario.

In conclusione, il Settimo Rapporto Assogestioni-Censis offre uno spaccato significativo delle sfide e delle opportunità legate alla previdenza complementare in Italia, evidenziando la necessità di un cambiamento culturale e informativo per migliorare la partecipazione dei lavoratori a queste forme di risparmio.